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Il Duomo e la festa della Patrona

La chiesa madre di Enna: storia, arte, devozione e cuore spirituale della città.

Il Duomo di Enna

Il Duomo sorge lungo il limite settentrionale del monte di Enna, su un vasto terrapieno. Ha pianta basilicale con tre navate e transetto. In origine presentava un aspetto gotico, ancora testimoniato dalle parti superstiti dell’impianto aragonese.

L’edificio è impreziosito da una scenografica scalinata in pietra arenaria di Calascibetta, dal caratteristico colore dorato. Dopo l’incendio del 1446, che distrusse parte delle navate e il tetto lasciando indenni le absidi, la chiesa fu ricostruita e arricchita nei secoli.

Arte e decorazioni

Nel corso del Cinquecento furono rifatti i pilieri e realizzati importanti interventi decorativi. Andrea Russo da Collesano progettò il soffitto ligneo, mentre Scipione di Guido intagliò il coro, il palco dell’organo e la “Vara” della Madonna.

Tra le opere più significative del Duomo si trovano i cinque dipinti di Filippo Paladini collocati nell’abside centrale, dedicati alla Vergine: la Presentazione di Maria al tempio, l’Immacolata, la Visita di Maria a Elisabetta, la presentazione di Gesù al tempio e la Madonna Assunta.

Il campanile e gli interventi successivi

La torre campanaria, ricostruita dopo l’incendio, crollò nel 1619 risparmiando gran parte della chiesa. Successivamente furono realizzati nuovi interventi sul transetto, sul soffitto ligneo, sugli stucchi e sulle decorazioni pittoriche.

Al Settecento risalgono le pale attribuite a Guglielmo Borremans, mentre la cappella della Madonna fu rivestita di marmi colorati grazie all’intervento dello scultore Andrea Amato.

The Feast of the Patron Saint

Il Duomo è sede della Confraternita Maria SS. della Visitazione. Il 2 luglio si celebra la festa della Patrona di Enna: la Madonna della Visitazione viene portata in processione sulla tradizionale “Vara”, detta Nave d’Oro, dal Duomo alla chiesa di Montesalvo.

I portatori, chiamati “Ignudi”, vestono il tradizionale abito bianco e procedono a piedi scalzi. La festa culmina nell’incontro simbolico tra il fercolo della Madonna e le statue di Santa Elisabetta e San Zaccaria.

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