Chiesa di San Cataldo e area archeologica
Una facciata monumentale sospesa sopra Piazza Balata, una scenografica scalinata in pietra e, sotto il pavimento, le tracce di secoli di storia.
La grande scalinata che domina la piazza
La Chiesa di San Cataldo sorge su un alto terrapieno e si affaccia scenograficamente sulla piazza attraverso una delle scalinate più riconoscibili del centro storico ennese. La presenza del luogo di culto è documentata almeno nei primi anni del Trecento, quando la chiesa versava una decima alla Chiesa di Roma.
L’edificio più antico venne ampliato e trasformato nel corso dei secoli. Nel 1561 San Cataldo fu elevata a parrocchia; nel 1749 cominciò la grande ricostruzione su un primo progetto dell’architetto Andrea Amato, poi proseguita da Ferdinando Lombardo. I lavori terminarono nel 1770.
La chiesa attuale conserva opere provenienti dalle fasi precedenti, preziose testimonianze della continuità religiosa e artistica del luogo: dipinti, sculture marmoree, arredi sacri e tracce dell’antica pavimentazione.
Le tappe principali
Dalla prima documentazione medievale alla riscoperta archeologica: la chiesa racconta la trasformazione urbana e religiosa di Enna.
La prima attestazione
La chiesa risulta soggetta al pagamento di una decima alla Chiesa di Roma.
Nasce la parrocchia
San Cataldo viene elevata a parrocchia, consolidando il proprio ruolo nel quartiere.
La ricostruzione
Prende avvio il cantiere che definirà l’aspetto monumentale dell’edificio attuale.
Chiesa e scalinata
Si completa la chiesa e viene realizzata la grande scala d’accesso alla piazza.
Restauro e scavi
I lavori di sistemazione riportano alla luce tombe, murature e antiche pavimentazioni.
Cosa vedere nella Chiesa di San Cataldo
L’interno conserva opere provenienti da epoche diverse, integrate nel rifacimento settecentesco e sopravvissute alle successive trasformazioni.
Facciata e scalinata
Il prospetto in pietra e la lunga scala definiscono uno dei fondali urbani più teatrali di Enna, visibile dalla storica Piazza Balata.
La tela di San Cataldo
Il dipinto del santo titolare fu realizzato nel 1595 da Giuseppe Albina, pittore palermitano conosciuto come “il Sozzo”.
Dipinti e opere marmoree
Tra le opere si segnalano l’Assunzione del 1636, la Sacra Famiglia, il Battesimo di Gesù e un’articolata iconografia scolpita nel marmo.
Fonte battesimale
Il fonte in marmo con coperchio ligneo, attribuito a Domenico Gagini, è una delle testimonianze più importanti recuperate dall’edificio precedente.
Le “catacombe” e l’antica area funeraria
Gli scavi condotti durante i lavori di sistemazione hanno individuato murature riferibili a un edificio di culto più antico e sepolture a fossa ricavate nella roccia. Monete di età aragonese e materiali ceramici testimoniano la lunga frequentazione funeraria dell’area fino al Medioevo.
Dietro l’abside sono ancora leggibili tracce della pavimentazione precedente, utili a comprendere come il livello interno sia stato rialzato durante le ricostruzioni successive.
Conosci San Cataldo prima della visita
Video racconto
Un’introduzione visiva alla chiesa, alla scalinata monumentale e alle testimonianze custodite nel complesso.
Informazioni per la visita
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